1-IL DISEGNO DI LEGGE PILLON PROTEGGE NEI FATTI GLI IMPUTATI DI VIOLENZA IN FAMIGLIA

Di Andrea Coffari (estratto dal testo “IL DDL 735/2018 PROTEGGE I VIOLENTI E GLI ABUSANTI”, pubblicato il 15 settembre 2018 su www.movimentoinfanzia.it)


Il DDL a firma di Pillon ed altri viene erroneamente presentato come un disegno di legge che tende innanzitutto a riequilibrare tempi di frequenza fra madri e padri e che introduce novità nel campo della mediazione, questi sono obiettivi secondari e comunque mal posti, i guasti e le storture più incisive ed evidenti che propone il disegno di legge sono nell’ambito della violenza alle donne e ai bambini, il DDL 735/18, con una serie di norme fra loro concatenate, come avremo modo di analizzare, si accanisce contro le vittime di violenza in famiglia rendendo difficile se non impossibile la tutela e penalizzante la denuncia.

Uno dei meccanismi utilizzati è l’introduzione, nel DDL Pillon, del concetto di “alienazione parentale” invenzione di un autore americano, tale Richard Gardner, che, come si legge nella Sentenza della Corte di Cassazione I Sez. Civ. Pres Luccioli n.7041/2013, giustificava la pedofilia.

Questo autore misogino e apologeta della pedofilia inventò la Sindrome di Alienazione Parentale(PAS) che sosteneva che un figlio che rifiuta il padre accusandolo di maltrattamenti o abusi sessuali è in verità manipolato da una madre criminale che gli ha fatto il lavaggio del cervello.

Questa teoria, totalmente priva di conforto scientifico e finalizzata a creare un alibi parascientifico per i casi di incesto e maltrattamenti in famiglia, è stata acriticamente adottata e promossa da alcuni autori italiani (tra i quali Camerini, uno degli ispiratori ed estensori del DDL 735/2018).

Genera sconcertogrande preoccupazione che un modello di scienza spazzatura a favore di padri accusati di incesto e maltrattamenti (alienazione parentale) sia addirittura proposta in una legge dello Stato italiano.

Il tema dell’alienazione parentaleè posto quando un figlio rifiuta un genitore anche quando (e questa ipotesi riguarda la maggioranza dei casi) giustifica la paura raccontando episodi di violenza fisica, psicologica, sessuale o assistita.

Tutta l’ideologia legata alla PAS (invenzione di Gardner) che ora è chiamata, appunto, Alienazione Parentalesi sviluppa proprio sul tema delle false accusedi violenze e maltrattamenti; secondo gli autori vicini alle idee di Gardner, che chiameremo negazionisti, lefalse accuse oscillerebbero fra il 50% e il 90% dei casi e quindi i bambini rifiuterebbero il genitore perché manipolati da madri criminali.

Secondo un orientamento aderente invece all’etica della tutela delle vittime e ai risultati scientifici raggiunti, le false accuse, come vedremo, variano fra l’1% e il 7% dei casi e pertanto in caso di rifiuto motivato non si può parlare di alienazione parentalema di autotutela di una vittima.

Il DDL ignora completamente l’aspetto della tutela delle categorie deboli (donne e bambini) in caso di violenza domestica e collude con le istanze rivendicative di padri accusati di incesto e maltrattamenti che, con il concetto di alienazione,presuppongono sia lafalsa accusache l’esistenza del reato di manipolazione di un figlio in caso di rifiuto, calpestando tutta la cultura etica, sociale e giuridica di ascolto e di responsabilità verso i bambini, di tutela delle donne, proponendo una società medievale basata sulla sistematica sopraffazione delle vittime deboli.

I casi in cui i bambini vengono davvero manipolati al fine di rifiutare un genitore, anche attraverso dellefalse accuse, sono casi rari che vanno dimostrati con elementi concreti, non con delle teorie spazzatura legate alla PAS e tantomeno presupposti per legge, nei casi gravi si tratta di gravi reati che vanno provati attraverso un processo.

Nell’analisi che seguirà sono state rinvenute numerose norme fra loro collegate che annichiliscono le chances di tutela per le donne e per i bambini vittime di violenza e rinforzano le rumorose e ingiuste rivendicazioni non tanto dei padri separati, quanto dei padri accusati di violenze o abusi, assicurando loro una legislazione che punisce le vittime e tutela i persecutori, anche quando questi sono stati condannati.

 

 

 

 

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