ABUSI SESSUALI A SFONDO SATANICO: TUTTI INVENTATI… O NO?


“Bambini utilizzati come marionette sacrificali nelle notti delle messe nere e dei riti satanici. Riti che la coscienza popolare tende a negare, che la giustizia fatica a perseguire e a condannare, che un esercito internazionale di Orchi vorrebbe normalizzare”[1]

Stiamo assistendo oggi ad un grande tentativo di insabbiare, negare, rendere non attendibili le storie di coloro che sostengono di essere stati vittime di sette sataniche.

Uno dei tentativi maggiormente riusciti nel nascondere questa realtà è stato portato avanti dalla serie Veleno, comparsa su Repubblica,  che, con modalità giornalistiche suggestive, nega e schernisce le testimonianze del caso Mirandola, in cui 16 bambini vennero allontanati dalla loro famiglie anche sulla base di accuse di abusi a sfondo rituale, accuse che vennero considerate fondate nella sentenza di primo grado e che non vennero ritenute sufficienti in Cassazione.  Le testimonianze dei bambini vengono prese in giro dai giornalisti di Veleno paragonandole a film, cartoni animati, retaggi di un mondo occulto inventato con tanta creatività: Le coltellate al cuore? Non vi ricorda l’incontro tra la matrigna di Biancaneve e il cacciatore?”, “Persone mascherate che fanno rituali? Per esempio in Eyes Wide Shut, di Stanley Kubrik.”, “Sangue da bere? Tutti sappiamo chi era il Conte Dracula”. (Episodio 5)

Tuttavia la cronaca, l’esperienza clinica e sociale, gli studi, le denunce che la polizia e le linee telefoniche (attivate oggi per dar voce alle vittime di sette sataniche) ci raccontano un’altra verità.

Come a Salerno, dove sono stati numerosi i casi aperti dalla Procura che hanno cercato di far luce su “squallide storie di pedofilia o su vicende di maltrattamento tra le «rassicuranti» mura domestiche. Inchieste delicate, frantumatesi in più costole approdate alcune davanti al tribunale penale, altre davanti a quello civile ed, altre ancora, al tribunale per i minori. Storie diverse ma, tutte, accomunate da un unico denominatore: l’esoterismo come filo conduttore per mettere in pratica reati ignobili all’interno di substrati permeati da grande ignoranza[2].” Un caso in particolare è stato al centro delle inchieste giudiziarie del territorio ed è quello nascosto tra i monti Alburni, nel piccolo comune di Polla. Qui, in una casa di campagna, è andato in scena l’orrore orchestrato da un’anziana signora che, con il figlio, organizzava veri e propri riti orgiastici con protagonisti i tre nipotini – di 4, 5 ed 11 anni – costretti a subire abusi sessuali sullo sfondo di riti di natura esoterica. Secondo la tesi della Procura che ha contestato le pesantissime accuse di violenza sessuale, induzione alla prostituzione minorile e maltrattamenti, a carico del padre e della nonna dei bambini, ai rituali orgiastici avrebbero partecipato anche altre persone mai identificate dagli inquirenti. Sono i bambini a raccontare di galline che venivano macellate e di uomini incappucciati che, insieme, abusavano di loro, bambini che è più facile etichettare come soggetti suggestionati, bugiardi  o straordinariamente fantasiosi che preferirebbero inventare storie di questo tipo piuttosto che vivere tranquilli la loro infanzia.

Ma non sono solo i bambini a raccontare tali delitti. Sono innumerevoli e svariate le testimonianze, che non possono certo essere tutte ricondotte a delirio o a mitomania. 

Racconta per es. Carmen, una donna invitata insieme al fidanzato ad una festa di halloween che, dopo l’entrata in scena di un uomo vestito completamente di nero, con un grande mantello ed un cappuccio sul volto, di fronte al quale tutti si inginocchiano,  scopre dopo essere riuscita a scappare di essere stata drogata e violentata. Al mattino si risveglia accanto al suo compagno, piena di lividi e sangue. Sono stati gli esami del pronto soccorso a rivelare gli abusi sessuali subiti e la presenza di Ketamina nel sangue[3].  Altro che delirio o mitomania! Carmen allora aveva 21 anni e questo episodio le rovinò la vita, la costrinse al trasferimento e ad intraprendere un percorso psicoterapeutico per non rivivere quella festa come un terribile incubo ogni anno.

Ma raccontano anche Giuseppe e Lorenza, ai microfoni di Famiglia Cristiana, bambini abusati dalle loro famiglie tramite rituali satanici e che solo oggi, a distanza di parecchi anni, riescono a raccontare gli abusi che hanno patito, nella speranza che “chi è vittima di una setta o sa qualcosa, vada subito dalla polizia[4].”

A confermare questa triste realtà è Don Aldo Bonaiuto, in un’intervista de La Stampa: tale fenomeno è molto più diffuso di quanto le forze dell’ordine e la magistratura non siano riuscite finora a portare a galla. Per sua natura il satanismo agisce in modo sotterraneo, occulto. È impossibile quantificare i numeri effettivi delle sette sataniche più o meno organizzate. Alcune sono improvvisate da giovani che si ritrovano e si uniscono attraverso iniziazioni attinte dal web o, come accaduto per le Bestie di Satana, attraverso riti di affiliazione ispirati da satanisti del passato o ripresi dallo spiritismo[5].

Don Bonaiuto racconta com’è nata la scelta di aprire una linea telefonica d’emergenza per le vittime, grazie ad un sacerdote molto pratico e concreto, don Benzi, che fece tesoro delle conoscenze acquisite a contatto diretto con i danni provocati da varie realtà settarie e decise, come era nel suo carisma, di dare voce a chi non ha voce riconoscendo anche nelle vittime delle sette persone estremamente vulnerabile e deboli. Il Telefono anti-sette nasce nel 2002 e dal 2006 collabora con la Sas, la squadra anti-sette della Polizia di Stato in una sinergia di prevenzione e aiuto alle vittime delle sette. In media ci telefonano 15 persone al giorno, 5mila all’anno. Le segnalazioni che crescono di più riguardano le psicosette, cioè quelle realtà che fanno ricorso a tecniche di manipolazione mentale e adescamento con la promessa di risolvere ogni problema della vita. La difficoltà è avere a che fare con persone spaventate, terrorizzate che spesso non vengono credute o capire dalle varie istituzioni; “a volte non c’è la volontà di capire. Verificare le loro esternazioni è straziante. I loro racconti sono talmente orribili che spesso chi raccoglie le loro parole ha la tendenza a non volerci credere. Per autodifesa inconscia si è portati a non credere a simili aberrazioni. Ricevere i racconti dei bambini abusati è un dramma. Siamo molto indietro nell’azione di contrasto a un fenomeno, quello degli abusi rituali sui minori, in continuo aumento attraverso anche la crescente diffusione della pedopornografia, della prostituzione minorile e del turismo sessuale. Bisogna fare molto di più. Formazione e coordinamenti non sono adeguati alla gravità dell’emergenza”[6].

 L’unica soluzione che Don Bonaiuto intercetta è la formazione, la competenza e la comprensione del fenomeno da parte degli operatori «l’abuso rituale di chiunque e in particolare dei minori richiede una grande preparazione per risalire al contesto familiare e alle logiche del mondo settario e dell’occulto. Senza conoscere le cause non si capisce l’abuso. C’è una diffusa mentalità che porta a banalizzare i contesti rituali. Incidono l’ignoranza e una forma di difesa nel non voler accettare che ci si possa organizzare e incontrare per raggiungere obiettivi aberranti utilizzando innocenti. È una realtà disumana, orrenda spietata che anche le forze dell’ordine e la magistratura fanno fatica ad accettare. Sono crimini così pesanti che rendere difficile persino chiamarli per nome. E invece non deve esistere alcuna giustificazione. Bisogna parlare e uscire da un sistema omertoso. Sono reati da perseguire senza coprire nessuno. Chi sa deve parlare. Sono centinaia le famiglie distrutte dagli abusi rituali delle sette sataniche». 


[1]Da un’inchiesta di Andrea Malaguti: https://www.lastampa.it/2018/04/15/vaticaninsider/sette-sataniche-boom-di-violenze-rituali-Icc9Fn11C3H8hZ2MoKY22M/pagina.html

[2]https://sport.ilmattino.it/index.php?p=articolo&id=3377051&ssez=salerno&start=0

[3]https://www.lalucedimaria.it/dolcetto-scherzetto-halloween-festa-satanica/

[4]http://www.famigliacristiana.it/articolo/gli-innocenti-caduti-nellinferno-delle-sette.aspx

[5]https://www.lastampa.it/2018/04/16/italia/troppa-omert-sugli-abusi-rituali-chi-sa-parli-6DNoEbhx3cqXKnSFOhTCoI/pagina.html

[6]https://www.lastampa.it/2018/04/16/italia/troppa-omert-sugli-abusi-rituali-chi-sa-parli-6DNoEbhx3cqXKnSFOhTCoI/pagina.html

Martina Davanzo

Psicologa laureata in psicologia criminologica e forense

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